Le relazioni. MENOPAUSA VS ANDROPAUSA

I tuoi figli diventano grandi e se ne vanno verso la loro vita.
I tuoi genitori, se va bene, sono ancora autonomi ma tu incominci a preoccuparti per il tempo futuro, quando avranno bisogno di te.
Tuo marito, non è più il principe azzurro da tanto tempo (se lo è mai stato almeno per 10 minuti), la sua tonalità ora è quella del grigino smunto.
Anche il tuo colore è cambiato e ci devi fare i conti.
Com’è possibile che c’entrino solo gli estrogeni, in tutto quello che sta succedendo? C’entrano, c’entrano, anche se non sono i soli , ci sono anche gli androgeni…

La menopausa sta alle vampate di calore come l’andropausa sta a … in realtà non si può fare questa associazione, perché non c’è un sintomo, legato all’andropausa, che possiamo equiparare alla vampata.  Anche se, tra i vari sintomi maschili del cambiamento degli uomini dopo i 5-anta, l’innalzamento della temperatura e il rossore al viso può essere presente ma, non in forma così significativa come nelle donne, a causa della riduzione del testosterone (succede anche nei casi di tumore alla prostata, al testicolo, nelle terapie ormonali androgeno- soppressive o come effetto collaterale di alcuni farmaci).

Il tempo non passa solo per noi, anche per loro, l’orologio biologico dice anche ai nostri compagni che il tempo passa, tic …tac…tic…tac!
Solo che gli uomini se la possono raccontare un po’ di più (rispetto alle donne), sulla loro fertilità e giovinezza. Perché non avendo un ciclo, non hanno una data delle ultime mestruazioni, il periodo di transizione è più lungo, non così repentino come per noi, infatti il termine esatto è Late Onset Hypogonadism (LOH), cioè di ipogonadismo a insorgenza tardiva.
Il testosterone (l’ormone maschile della sessualità), piano piano cala, già a partire dai 30 anni fino a rendere alcuni uomini sterili a 50 anni. Altri possono generare fino a 80. Per le donne il calo degli estrogeni è più brusco, pochi anni confronto a decenni. La cosa, che può a prima vista sembrare ingiusta, in realtà è GIUSTISSIMA E SACROSANTA!! Madre Natura ha stabilito che, per fare un bambino, la donna dovesse avere dei superpoteri, essere Wonder Woman insomma. (Questo argomento è stato trattato in maniera più approfondita nel racconto ROSA SANGUE ROSSO in VIETATO ALLE MINORI DI 45 (libo sulla menopausa da me pubblicato).
Proprio perché la gravidanza, il parto, l’allattamento e l’allevamento sono fisicamente, emotivamente, psicologicamente, impegnativi è fisiologico che le donne un po’ più grandi, vengano sollevate da questo compito che potrebbe essere pericoloso.
Visto che l’impegno maschile, nella riproduzione, è senza dubbio minore, la vita concede a loro di essere, più o meno fertili, per un periodo più lungo.
Dato però, che la riproduzione della specie, è uno dei compiti che qualsiasi forma di vita, su questo pianeta, è chiamata a portare a termine, una volta che gli ormoni della riproduzione maschile e femminile vengono meno, tutti gli apparati ne subiscono le conseguenze e si invecchia.

Come gli estrogeni per la donna il testosterone è protettivo per l’uomo nei confronti di: alcune malattie metaboliche come il diabete mellito, le patologie cardiovascolari, quelle locomotorie come l’artrite e l’osteoporosi.
Protegge da malattie psichiche, comportamentali, sociali.
Come per donna lo stile di vita, l’uso di alcool e il fumo di sigarette, sono fattori che influenzano negativamente il valore di testosterone.
Ora faccio un elenco di sintomi e voi mi dite se sono femminili o maschili…

  • Pelle più sottile, peli diradati che crescono meno nella zona dei genitali.
  • Calo delle energie, stanchezza, diminuzione in generale del senso di benessere.
  • Riduzione del tono muscolare e dell’energia fisica con aumento della “ciccietta” addominale a discapito dei muscoli.
  • Riduzione della densità ossea con aumentato rischio tratture ed osteoporosi.
  • insonnia o altri disturbi del sonno, depressione, nervosismo, riduzione della concentrazione e dell’autostima.
  • Diminuzione del senso di benessere e della motivazione, insicurezza e facilità a preoccuparsi.
  • Difficoltà con la memoria a breve termine
  • Riduzione del colesterolo HDL (buono) ed incremento del colesterolo LDL (cattivo) presupposto che aumenta il rischio di sviluppo di problemi coronarici;
  • Riduzione della quantità di globuli rossi (anemia).

Allora? MASCHIO O FEMMINA? Sono tutti sintomi tratti da testi che parlano di andropausa, anche se possono essere sovrapposti a quelli della menopausa…ergo: l’ormone abbandona anche loro, quindi cerchiamo di curarci vicendevolmente! Ovviamente se mi riferivo a quelli sessuali, sotto riportati, il compito era più facile!

  • Calo della libido e della fertilità (diciamo che continuano ad avene voglia ma un po’ di meno frequentemente e per quanto riguarda gli spermatozoi, non sono più tanto vispi!).
  • Rallentamento della fase dell’eccitazione con riduzione dell’erezione del pene, (non è più un’asta turgida, parallela alla pancia piatta e che tocca quasi l’ombelico ma fa un angolo con gradazioni diverse che variano da 100° a 90° e via via sempre più giù. Anche le erezioni spontanee (tipo l’alza bandiera del mattino) calano. Hanno bisogno di una stimolazione diretta e più lunga per avere l’erezione.
  • L’eiaculato diminuisce così come l’intensità dell’orgasmo. Aumenta la fase refrattaria, cioè il tempo che ci impiegano ad avere un’altra erezione, se a 20 anni è il tempo di una sigaretta a 50 è…
  • Possono presentare la ginecomastia e visto che le “tette” sono un carattere sessuale secondario, il fatto che non abbiano più pettorali ben sviluppati ma un seno li fa sentire meno virili.
  • Il volume dei testicoli diminuisce, aumenta quello della prostata con problemi urinari.
    Quello che ne esce è che ci sono più similitudini che differenze, anche noi abbiamo gli stessi problemi di desiderio, eccitazione, orgasmo. Vai a vedere la pagina relativa ai problemi sessuali femminili…. http://www.donneconventaglio.com/diminuzione-della-libido-parliamo-un-po-di-sesso/

A parte il poter fare figli, i nostri compagni stanno cambiando, così come succede a noi; anziché combatterci ci si può alleare!
Anche loro devono effettuare dei controlli, quindi:

  • Visita andrologica.
  • Dosaggi ormonali (Testosterone libero e totale), anche se non è solo il dosaggio ormonale ma la serie di sintomi collegati (come nelle donne) a stabilire l’avvento dell’andropausa.
  • Controllo della prostata per escludere la presenza di tumore (dosaggio di PSA libero e quello del PSA totale, l’esplorazione rettale e l’eco prostatica transrettale).
  • Eventuale terapia sostitutiva. Ancora controversa è la questione della necessità nell’uomo in andropausa. Può essere possibile (anche se ancora non ci sono studi certi sull’utilità, la durata e l’insorgenza di tumori). Nel caso venga accertata la presenza di carcinoma prostatico, l’ormonoterapia non può essere effettuata.
    Certo è che con l’avvento della menopausa/andropausa per lui e per lei le cose si fanno più difficili, soprattutto se non si partiva in “perfetta armonia” di coppia.
    Le nuove tensioni date dal cambiamento ormonale, potrebbero provocare problemi nei partners; la coppia con alle spalle una buona unione, può trovare un ulteriore momento di crescita dandosi reciproco sostegno e aiuto. In persone abituate ad essere contraccambiate e a trovare nel loro rapporto comprensione e appoggio, sarà più facile accettare il mutamento per formulare nuove strategie di “sopravvivenza”, per adattarsi e trasformare il loro rapporto. Se si era complici, con un buon feeling, si possono creare situazioni in cui, il conforto e il supporto reciproco, aiutano a superare la trasformazione.
    Al contrario, se già prima dell’inizio del cambiamento c’erano incomprensioni, silenzi o peggio volavano i piatti, il problema sessuale maschile e femminile peggiorerà le cose. L’uomo si chiuderà su sé stesso, in una crisi di autostima pesantissima data dalla decadenza della sua virilità e potrebbe o deprimersi o al contrario, diventare aggressivo.
    Stessa cosa accade alla donna, nervosissima e di malumore, svilita nella sua femminilità e magari provando anche dolore, nei sporadici rapporti che ancora riesce ad avere; si chiuderà a riccio con la scusa della menopausa, metterà una pietra tombale sulla loro relazione.
    Il risultato saranno silenzi pieni di astio o risse rivendicative all’ultimo piatto rotto, del servizio buono che ci aveva regalato la zia Elisabetta.

Come fare? Parlare, parlare e ancora parlare. Far finta di niente, come se il problema non esistesse, mettendo la testa sotto la sabbia, non solo non lo risolve ma, lo cronicizza, rendendolo ancora più difficile da sciogliere.
Sia l’uomo che la donna, possono essere reticenti nell’esporre la questione, perché entrambi hanno paura di ferire il partner, che in quel momento è in difficoltà con l’erezione (Lui) o con la lubrificazione (Lei).

Un LUI e una LEI, tratti dal racconto SIGNORI E SIGNORE, di VIETATO ALLE MINORI DI 45 © , ti indicano una possibile soluzione… le note in corsivo sono le mie…

(…) Lei: il primo sintomo che ho avuto del climaterio, o forse non era proprio il primo ma, quello che ho notato di più dopo le mestruazioni ballerine, è stato il calo della libidine, come gli occhi, anche la mia patata è diventata secca.
Provavo meno desiderio di farlo, non ne avevo proprio voglia e mi dicevo: se non ne ho voglia perché lo devo fare, non sono obbligata, ci mancherebbe altro! Se non mi va, non lo devo fare per forza e lui non lo può pretendere da me! Così la pensavo, poi sono andata dal ginecologo, mi ha dato degli ovuli e il numero di una consulente sessuale.
Ci sono andata senza dirti niente, ci tenevo molto a noi due e sapevo quanto ancora era importante per te il sesso.
Al primo incontro abbiamo parlato, parlato e poi ancora parlato, anzi, a pensarci bene ho parlato quasi solo io, poi mi ha dato i “compiti a casa”. 5)

5)I compiti a casa, sono esercizi che vengono prescritti al singolo o alla coppia, con l’intenzione di focalizzare la percezione corporea, il sentire emozionale o tutte e due le cose.

I compiti, consistevano in cose che dovevo fare per me e poi, cose che dovevo provare a fare con te.
Tu, te la sei data che c’era qualcosa di nuovo che bolliva in pentola ma, sei stato al gioco.
Come quella volta del massaggio con le candele, o quando ti ho chiesto di raccontarmi che cosa ti sarebbe piaciuto che ti facessi, o ancora, quando siamo stati insieme al sexy-shop e abbiamo comprato un sacco di giochini.
Poi, ti ho confessato il mio andare dalla consulente sessuale, che quelli erano “giochi” prescritti da lei. Che sorpresa! Sei voluto venire anche tu! Non pensavo la pigliassi così bene! Anzi, hai commentato che se ci andava uno solo della coppia e otteneva quei risultati, chissà se ci fossimo andati entrambi, che bomba sarebbe scoppiata!
Tu così hai saputo del fatto che le donne possono non desiderare tantissimo di fare sesso, ma che con le piccole attenzioni, con gesti coccolosi, con la dolcezza, con un’adeguata preparazione dell’ambiente (cosa, che peraltro hai scoperto che eccitava anche te, mentre pensavi, preparavi e organizzavi); con quei famosi preliminari insomma, le donne si aprono, si dischiudono, umide e calde a chi le sa rendere così eccitate, con la loro, danza dell’amore.
Tecnicamente la consulente l’ha chiamato “desiderio responsivo”, ma chi se ne frega come si chiama … basta che funzioni! 6)

6)La risposta sessuale delle donne non è stabile e costante, nel tempo può fluttuare, anche in maniera importante (pre-post-ciclo, post- partum, fase menopausale), sia per ragioni: psichiche, relazionali, fisiche, ormonali. La donna aderisce, alla richiesta del maschio, perché attivata dal desiderio di lui. Tu mi desideri, lo vedo, lo sento, io rispondo a questo sentirmi desiderata, accendendo il mio stesso desiderio.

La nostra sessualità nell’arco della vita è cambiata, non ci serve più ora quello che ci serviva prima; diamo piacere ai nostri corpi, cuori e anime in maniera più variegata, complice, adulta, matura.
Io conosco te e cosa ti piace, tu conosci me e cosa mi piace…

Lui: è un periodo in cui mi sento un po’ strano, un po’ con il “sedere scoperto”, un po’ più fragile. Ovviamente noi “uomini veri” di queste cose non ne parliamo con nessuno, non leggiamo le istruzioni, non chiediamo informazioni, non ci serve mai aiuto.
Questo è un periodo un po’ confuso.
Mi faccio delle domande come quando ero al liceo. Chi sono? Dove voglio andare? Cosa cazzo ci faccio qui? Ma quello che ho, è quello che volevo?
Essere o non essere….
Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura che la diritta via era smarrita… Shakespeare e Dante, quantomeno sono in ottima compagnia.
Mia moglie, dice che è l’andropausa e che, come per le donne, anche per gli uomini il calo degli ormoni fa venire il momento di tirare le somme, per vedere dove siamo e dove vogliamo andare.
Dice, che è giusto farsi le domande, ma è importante poi, darsi le risposte!
Mia moglie, dice che non bisogna mai e poi mai dimenticarsi di tutte le cose belle che si sono fatte nella vita, gli obiettivi che c’eravamo prefissati in gioventù e che si sono raggiunti, anche se con difficoltà. Ricordarsi perfino di quelle cose che non siamo riusciti ad ottenere, ma che a pensarci bene, forse non c’interessano più! E per le quali, non vale la pena rattristarsi.
Dice, che è importante avere presente le difficoltà che siamo stati capaci di superare per arrivare fino a qui, dirsi che siamo stati bravi e darci a vicenda una pacca sulla spalla! Riconoscere, quanto siamo stati capaci!
Dice, che mai e poi mai, dobbiamo dimenticarci di come la nostra vita, e solo la nostra, con tutte le cose fatte e non fatte, ci ha fatto crescere e maturare ed essere quello che siamo, cioè “bellissimi” ultracinquantenni, quasi sessantenni.
Dice, che mai e poi mai, dobbiamo dare per scontati i traguardi raggiunti:
una vita comoda, una bella casa, un lavoro che ci piace e che ci dà la tranquillità economica, persone intorno a noi che ci vogliono bene, a cui vogliamo bene.
Dici che mia moglie ha ragione? (…)