Perdite di urina, incontinenza da sforzo. Primo articolo sul pavimento pelvico.

Flavia Patruno una mia carissima collega, ostetrica libera professionista di Sondrio, ci regala un primo articolo sul pavimento pelvico

Perdite di pipì ? Secchezza vaginale ?……….. se vi è capitato di……….

…….perdere urina tossendo, starnutendo, saltando o ridendo ? Avere  un’improrogabile urgenza, tale da non riuscire a trattenere la pipì? Avvertire una sensazione di peso “ in basso”, o sentire come una “pallina”alla zona perineale? Secchezza  vaginale che comporta dolore ai rapporti? Fuoriuscita di acqua dopo l’immersione in piscina ?fuoriuscita di aria dalla vagina ?

Se vi è capitato, sappiate che non si tratta di  una cosa da accettare come “normale”. Possiamo dire frequente, certo, dovuta alla mancanza di estrogeni, certo, ma non è una condizione di salute , è una condizione di disfunzione del pavimento pelvico e quello che io tengo a dire : non rassegnatevi  a vivere male perché i rimedi ci sono.

 Parliamo di riabilitazione del pavimento pelvico.

Ma che cos’è , dove si trova il pavimento pelvico?

Vediamo un po’…….

  Pensate alla parte che appoggia sul sellino della bicicletta: quello è il perineo ed è la parte più esterna di un complesso di muscoli che chiudono in basso il bacino e che si chiama pavimento pelvico.

 Perché  è importante ?

Per lo stesso motivo per cui è importante un pavimento ! Quello che  vi si appoggia sopra, utero, vagina , retto, viene sostenuto … ma se il  pavimento “cede “ tutto ciò che ci sta sopra non più adeguatamente sostenuto, perde la sua funzione di continenza e quindi si possono verificare problemi perdite (di urina, o di  gas, o  feci,) o problemi di statica (prolasso ).

 Sono Flavia Patruno ,ostetrica riabilitatrice del pavimento pelvico e il mio primo consiglio è conoscetevi.!!.... conoscere il proprio perineo, saper reclutare e muovere i muscoli  della vagina …… capire perché e come evitare che un colpo di tosse mi faccia dire … ops.

Avete voglia di  conoscere un po’ meglio il vostro pavimento pelvico?

e non vivere con rassegnazione  problemi   che riguardano la  padronanza sulla continenza ? sono  argomenti  a volte difficili da affrontare e di cui è difficile  anche parlare , ma forse qui, in questo blog, può essere un po’ più facile.

 

Possiamo iniziare con il dire che quando  la muscolatura pelvica “ non lavora bene”si verificano problemi noti come disfunzioni perineali.

 di cui  si stima soffrano circa quattromilioni e mezzo di donne in Italia e che sono spesso negati o vissuti come difficoltà cui non c’è rimedio.

Basti pensare a  certi spot pubblicitari di protezioni per incontinenza secondo cui le disfunzioni perineali sono fisiologiche o comunque non suscettibili di cure.

 

La soluzione invece c’è : la  muscolatura pelvica è volontaria e in molti casi un allenamento che riporti tonicità e forza è la soluzione del problema.

Allenare i muscoli, quindi !

Prima dobbiamo sentirli, percepirli, e anche avere un’idea di dove sono e come sono fatti . Poi iniziare con l’allenamento, non consiglio il fai da te…. consiglio di rivolgersi a un terapista , ostetrica o fisioterapista specializzato. Il lavoro sul pavimento pelvico è un lavoro complesso e non si limita all’esecuzione di  semplici contrazioni, ma implica il lavoro sul respiro , la mobilità del bacino, della colonna….. varie posture…. il meccanismo anticipatorio di chiusura, la  sua corticalizzazione …………..insomma è un percorso chinesiterapico che porta i suoi frutti se fatto in un certo modo.

 

Si, vi sto dicendo che al prossimo pap- test , potreste parlarne con l’ostetrica e iniziare a sentire i vostri muscoletti…… questo come primo step. Poi aspetto le vostre curiosità, le vostre domande, ma vi assicuro che l’argomento è molto ricco e vasto e esplorare questa terra alla nostra età , se non l’abbiamo fatto prima, è assolutamente doveroso.

Flavia Patruno

donna in menopausa, bellezza, estetica L’IMMAGINE DI SÉ; SPECCHIO,SERVO DELLE MIE BRAME…

Il passaggio non è indolore, la donna in menopausa la nostra società, non la sostiene, perché si propongono generalmente modelli femminili che brillano solo per bellezza fisico-palestro-plastica.

donna in menopausa, bellezza, estetica spesso adolescenza e menopausa vengono associate, per il carico emotivo e per il cambiamento fisico che le accomuna.
Gli adolescenti devono uscire dalla simbiosi con la famiglia d’origine e prendere possesso della loro “adultitudine”.
Questo passaggio richiede il ridimensionamento del modello di riferimento adulto, il figlio, la figlia, devono “uccidere” il Re o la Regina, per far emergere la loro personalità.
Un processo impegnativo, che avviene attraverso crisi profonde e forti liti da entrambi i fronti. Probabilmente ne sai qualcosa se hai ancora a che fare con adolescenti scalpitanti… e’ una lotta impari all’ultimo ormone, al “facciamo a chi li ha più sballati !”
I ragazzi però, si ritrovano in branco, questo riconoscersi e condividere con i propri simili li aiuta nel passaggio.

Le donne in menopausa si devono affrancare dalla figura che hanno interpretato sino a quel momento:

donna più o meno bella, più o meno in carriera, più o meno madre, più o meno moglie, più o meno figlia, più o meno… qualsiasi altra cosa in cui si sia espressa.
Questo non vuol dire che smettiamo di essere: belle, donne in carriera, madri, mogli, figlie, vuol dire che dobbiamo cambiare la maniera di esserlo!
E di trovare un’altra dimensione, oltre a queste, per esprimerci perché: la bellezza svanirà, i figli se ne andranno, i genitori ci lasceranno e finalmente andremo in pensione… quindi è obbligatorio trovare una nuova “essenza di noi”.
Per questo e per mille altri motivi, le donne in menopausa dovrebbero fare come in adolescenza, uscire dalla solitudine, condividere spazi e momenti in compagnia di altre donne, armate di ventaglio, per parlare di gioie e dolori di questa fase della vita.

Probabilmente, questa è una nuova “storia di donne” che dobbiamo scrivere noi e lasciare il frutto delle nostre ricerche alle nostre figlie.

Così come le generazioni di donne che ci hanno preceduto, ci hanno lasciato l’eredità delle loro lotte e dei loro risultati.
Poche prima, sopravvivevano ai parti, agli aborti, a una vita di stenti e fatica che le consumava presto. Poche prima, sopravvivevano alle loro ovaie.
Ora i tempi sono cambiati e a noi restano tanti anni di vita, dobbiamo solo decidere quanta vita mettere, in questi tanti anni ancora.

Cosa ne pensate della chirurgia estetica? Scrivete in contatti…

Cos’è la menopausa

La menopausa è la cessazione dei cicli mestruali per esaurimento della funzione follicolare ovarica da almeno 12 mesi consecutivi.

Il declino riproduttivo però, inizia molto prima della cessazione delle mestruazioni.
La m. può essere spontanea o indotta da chirurgia, chemioterapia e/o radioterapia pelvica.
L’invecchiamento è un processo di modifica delle strutture e funzioni dell’organismo che avviene col passare del tempo, in assenza di malattie.
L’invecchiamento non ha sesso, religione razza. Se ti va bene invecchi altrimenti…
Il fatto che le donne abbiano una data dell’ultima mestruazione fa si che non se la raccontino, come succede agli uomini, sul fatto che qualcosa sta cambiando.

L’invecchiamento del sistema riproduttivo femminile inizia con la nascita e continua con la perdita dei follicoli per atresia od ovulazione che non avviene necessariamente in modo costante…
Quindi ricapitolando:

  • Menopausa: cessazione ciclo mestruale da almeno 12 mesi consecutivi, indipendentemente da altre cause.
  • Peri-menopausa: periodo intorno alla menopausa, da 2-10 anni prima fino a 12 mesi dopo cessazione ciclo.
  • Transizione menopausale: caratterizzato da modificazioni del ciclo (lunghezza) e dell’assetto endocrino (aumento livelli FSH); termina con la cessazione delle mestruazioni.
  • Post-menopausa: periodo che inizia da 12 mesi dopo la fine delle mestruazioni.
    La più recente, nomenclatura non classifica più in pre-menopausa, menopausa, post-menopausa e climaterio (come si usava ai miei tempi hii, hii, hii, che ridere ai miei tempi come mia nonna!)

    La suddivisione dei periodi, è basata più sul grado di capacità riproduttiva della donna, cioè sulla capacità di fare, o non fare, figli.

In seguito troverai la definizione, un “po’ tradotta”, delle varie fasi del ciclo riproduttivo della donna e quindi anche della definizione di menopausa, come è riportata sulle Linee Guida della regione Toscana 2015. http://www.regione.toscana.it/-/linee-guida-menopausa
Se vuoi consultare le linee dell A.G.O.I :
http://www.aogoi.it/media/1152/lg_menopausa.pdf

Per farla breve prima sei bambina, non ti riproduci, poi sei donna “riproducente”, poi sei una donna ma che non ti riproduci più.
La menopausa rientra in quel periodo chiamato di TRANSIZIONE MENOPAUSALE che come leggerai è suddivisa in due parti.
BUONA LETTURA !

Le linee guida riportano i tre stadi in cui si suddivide la capacità riproduttiva della donna, dall’età riproduttiva alla post-menopausa:

STADIO RIPRODUTTIVO,

TRANSIZIONE MENOPAUSALE,

POST MENOPAUSA.

 

NELLO STADIO RIPRODUTTIVO CI SONO VARIE FASI:

  • da ragazzine siamo nello stadio riproduttivo iniziale, le mestruazioni possono essere variabili o regolari. Quindi siamo fertili ma non sempre fertilissime, ci può essere, appunto, una variabile.
  • All’inizio dell’età matura, lo stadio riproduttivo è “al picco” i cicli mestruali sono regolari e massima è la capacità riproduttiva.
  • In quella che per noi è ormai diventata la piena maturità, diciamo intorno ai 35-40 anni, dopo che abbiamo studiato, dopo che abbiamo trovato un lavoro e dopo che abbiamo trovato un partner (sufficientemente interessante) e decidiamo che è venuto il tempo di fare un figlio. Le nostre ovaie incominciano ad incepparsi. Per la scienza, questo periodo viene definito: stadio riproduttivo tardivo; perché è il periodo in cui la capacità di fecondazione inizia a ridursi, in un primo momento i cicli mestruali rimangono regolari, ma non tutti portano all’ovulazione.

In un secondo tempo i cicli mestruali iniziano a diventare irregolari e infrequenti sono le ovulazioni utili per una gravidanza.

Il periodo riproduttivo varia da persona a persona.

NELLA TRANSIZIONE MENOPAUSALE  CI SONO DUE PERIODI

La fase iniziale: è incrementata la variabilità della lunghezza dei cicli mestruali, gli ormoni sono fluttuanti, i follicoli che potrebbero dare un’ovulazione sono rarissimi; la durata di questo periodo è variabile.

  • La fase tardiva: caratterizzata da cicli mestruali irregolari con periodi di amenorrea (senza le mestruazioni), anche di 60 giorni o più, presenza di sintomi vasomotori (le scalmane). Tale stadio può avere una durata di 1-3 anni;

POST-MENOPAUSA che si divide in:

  • iniziale: periodo dato dai 12 mesi di amenorrea richiesti per parlare di menopausa. Più un altro anno, dove il quadro si stabilizza con la prevalenza della sintomatologia vasomotoria.
  • tardiva: il tempo rimanente, i sintomi predominanti diventano quelli associati all’atrofia urogenitale, quindi, disturbi nel fare la pipì, diminuzione drastica della libido e dolori ai rapporti sessuali.

  Sei sopravvissuta alla lettura delle informazioni? MMMMMHHHH ! Benissimo tu cosa fai quando, per esempio, ti vengono le scalmane?
Vai a vedere  la pagina dei rimedi…. http://www.donneconventaglio.com/le-vampate-di-calore/

Sintomi della menopausa

La ricerca sul web è molto dispersiva e non sempre l’informazione è aggiornata sui sintomi della menopausa.

Per questo preferisco riportare informazioni tratte da documentazione scientifica e non dal “si dice!”

La seguente definizione è tratta e da me “tradotta” in un linguaggio meno tecnico, dalle linee guida della Regione Toscana 2015.

http://www.regione.toscana.it/documents/10180/320308/Linee+guida+menopausa/f285353a-cbb7-4b21-ba07-485fe2be7f93?version=1.0

I sintomi della fase di transizione menopausale, sono diversi nel tempo e da donna a donna, possono essere più o meno “devastanti”, o addirittura non presenti, a seconda della persona.
Se ci sono, solitamente sono rappresentati da:

  • disturbi urinari: 25%
  • cefalea: 35%;
  • irritabilità: 50%;
  • disturbi dell’umore, del sonno e della memoria: 45%;
  • vasomotori: 50% scalmane, palpitazioni, sudorazioni, formicolii;

  • AIUTO!  Se fai il totale di queste percentuali otterrai un risultato sballato, ovviamente è perché spesso i sintomi sono plurimi.
    Vari fattori influenzano la frequenza e l’intensità della sintomatologia climaterica:
  • difficoltà socioeconomiche, (se sei più povera hai più sintomi),
  • elevato BMI (indice di massa corporea, se sei più grassa hai più sintomi), a parte le scalmane che vengono di più a quelle magre.
  • il fumo e la menopausa indotta (per esempio perché sei stata operata e ti hanno tolto le ovaie), aumentano il rischio di sintomi vasomotori, quindi scalmane, sudorazioni ecc.
  • Se hai fatto più figli, hai più frequenti sintomi urinari e psicologici.


L’intensità e la frequenza delle manifestazioni variano, inoltre, a seconda della fase del periodo menopausale:

le scalmane risultano più intense durante la fase di transizione, cioè quel periodo che va dal: non sono più regolari, al, non ce le ho più da almeno un anno.
Questo succede nel 60 – 80% delle donne che hanno questi sintomi.

  • I disturbi del sonno si presentano nel 32-40% nella fase iniziale della transizione menopausale, incrementando, fino al 45% nella post-menopausa.
  • I disturbi vaginali e urinari sono più frequenti nella post-menopausa, con una prevalenza nei 3 anni dopo la menopausa del 47% (vaginali) e del 14% (urinari). (Woods 2005).
  • Più del 60% delle donne in peri-post-menopausa presenta un declino di almeno uno degli aspetti della sfera sessuale (desiderio, frequenza dei rapporti, capacità di raggiungere l’orgasmo e soddisfazione) (Larsen 2002; Abdullah 2006; Sarti 2010).
  • Tutti i sintomi menopausali, eccetto quelli cognitivi, sembrano meno comuni nelle popolazioni giapponese e cinese rispetto a quella caucasica non ispanica;
  • le donne afro-americane presentano minori disturbi urinari e del sonno, ma più intensi sintomi vasomotori e secchezza vaginale rispetto alle donne caucasiche (Gold 2000 e 2006).
  • La carenza di estrogeni, caratteristica della menopausa tende, in associazione con l’avanzare dell’età, ad aumentare il rischio di sviluppare osteoporosi e patologie cardiovascolari. Dati italiani evidenziano, infatti, la presenza di osteoporosi nel 32% delle donne di età compresa fra i 60 e i 69 anni e nel 45% delle donne fra i 70 e i 79 anni (Adami 2003).

    Ragazze dobbiamo fare qualcosa per le nostre ossa prima che finiscano sbriciolate!

 

  • Fra le donne italiane in menopausa, circa il 45% è iperteso, il 36% presenta ipercolesterolemia, il 30% è obeso e il 39% in sovrappeso, il 12% diabetico e il 32% è affetto da sindrome metabolica; inoltre, il 18% fuma in media 13 sigarette al giorno e circa il 48% non svolge attività fisica durante il tempo libero (Progetto Cuore ISS, 1998-2002).

    SMETTI DI FUMARE !!!!!

 

  • Caspita! Questi dati non sono incoraggianti! Quindi, è bene definire il rischio cardiovascolare della donna in menopausa, valutandone lo stile di vita e misurandone la pressione arteriosa e i seguenti parametri ematochimici: FSH, colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi, glicemia.
  • È vero che di qualcosa si deve morire, meglio però controllarsi e avere abitudini il più sane possibili, così da conservare la salute e la bellezza dello stare bene, il più a lungo possibile.
     Il “si è spenta dopo una lunga e sofferta malattia” non credo che sia meglio del, se ne è andata dopo un’intensa vita vissuta nel piacere e nella leggerezza.

La menopausa non è malattia ma, tenersi sotto controllo è molto importante in questo periodo di transizione, per evitare di diventare, troppo presto, “carrette” e precipitare subito nell’inverno anziché nell’autunno.

 

SONO IN MENOPAUSA? FAI IL TEST SULLA MENOPAUSA

TEST SULLA MENOPAUSA
Se hai più di 40 anni, rispondi con un sì o con un no alla domanda:

hai o non hai questa sintomatologia?

  • Sbalzi d’umore, un giorno sei alle stelle l’altro nelle stalle, in breve tempo, anche nella stessa giornata, ti senti Dr. Jekyll e Mr. Hyde
  • Vampate, con o senza sudorazione
  • Cicli mestruali irregolari: ritardi o assenza di ciclo, mestruazioni prolungate ed abbondanti o al contrario più scarse e brevi, o ancora cicli ravvicinati.
  • La pelle è più secca e disidratata
  • A volte mi succede quando rido, starnutisco, tossisco o sollevo dei pesi, di perdere gocce di pipì
  • Ho il sonno più leggero e se mi sveglio fatico a riaddormentarmi
  • Non ho più lo stesso desiderio di fare sesso
  • Secchezza vaginale
  • Durante i rapporti sessuali ho dolore
  • Mangio come prima ma sono ingrassata

Se hai risposto di sì a tutte le domande è chiaro, sei in menopausa.
Se la sintomatologia crea del disagio nella tua vita quotidiana,
il consiglio è quello di parlare con il tuo medico.
Ci sono stili di vita, terapie farmacologiche e non che ti possono sostenere, troverai informazioni sui vari sintomi nelle varie pagine del blog… buona ricerca.

Se hai risposto di sì ad almeno 4 domande, diciamo che sei sulla strada del cambiamento.
Come sopra, se i sintomi ti danno disagi durante lo svolgimento della tua giornata, l’invito è quello di continuare a leggere il blog, alla ricerca di informazioni che riescano ad inquadrarli meglio, per poi discuterne con il tuo medico.

Chiedi anche alle tue amiche di fare il test sulla menopausa

Saremo sempre di più

Figlie del baby boom, SAREMO SEMPRE DI PIU’ IN MENOPAUSA

Desi, la mia amica riabilitatrice del pavimento pelvico scrive:
Complimenti complimenti complimenti!!
Secondo me avevamo bisogno di questo spazio: e, in futuro, saremo sempre di più 😉
Se hai bisogno di lei la trovi qui:

http://www.perineofelice.com/

Vero! Per questo dobbiamo capire bene cosa la menopausa vuole dirci, senza ascoltare solo le cose pesanti ( i kg in più), le rughe ( diventi vecchia), gli sbalzi d’umore ( sono acida e depressa!)
Le nostre nuove rotondità, i tatuaggi spontanei sulla nostra pelle, il nostro ascoltare finalmente i bisogni intimi. Ci ricordano che noi possediamo un corpo che ha ancora voglia di essere, di sperimentare, di amare di vivere. Con una nuova forma, con delle nuove esigenze, ma è l’unica via, l’unico mezzo. Amiamolo incondizionatamente, è la nostra chiesa, il nostro tempio dove risiede la nostra anima.
A farlo saremo sempre di più, w le figlie del baby boom,  donne che invecchieranno meglio delle loro mamme, delle loro nonne, perché sanno che è importante amarsi, per continuare a poter amare.

La menopausa sta alle vampate di calore come l’andropausa sta a … l’andropausa

ANDROPAUSA VS MENOPAUSA

La menopausa sta alle vampate di calore come l’andropausa sta a … in realtà non si può fare questa associazione, perché non c’è un sintomo, legato all’andropausa, che possiamo equiparare alla vampata.

Il tempo non passa solo per noi, anche per loro, l’orologio biologico dice anche ai nostri compagni che il tempo passa, tic …tac…tic…tac!
Solo che gli uomini se la possono raccontare un po’ di più (rispetto alle donne), sulla loro fertilità e giovinezza.
Ora faccio un elenco di sintomi e voi mi dite se sono femminili o maschili…

  • Pelle più sottile, peli diradati che crescono meno nella zona dei genitali.
  • Calo delle energie, stanchezza, diminuzione in generale del senso di benessere.
  • Riduzione del tono muscolare e dell’energia fisica con aumento della “ciccietta” addominale a discapito dei muscoli.
  • Riduzione della densità ossea con aumentato rischio tratture ed osteoporosi.
  • insonnia o altri disturbi del sonno, depressione, nervosismo, riduzione della concentrazione e dell’autostima.
  • Diminuzione del senso di benessere e della motivazione, insicurezza e facilità a preoccuparsi.
  • Difficoltà con la memoria a breve termine
  • Riduzione del colesterolo HDL (buono) ed incremento del colesterolo LDL (cattivo) presupposto che aumenta il rischio di sviluppo di problemi coronarici;
  • Riduzione della quantità di globuli rossi (anemia).

Allora? MASCHIO O FEMMINA?

Vai alla pagina

http://www.donneconventaglio.com/le-relazioni/

Giovanna scrive…

Menopausa, estrapolo scena memorabile dal film “Tutto può succedere” diretto da Nancy Mayers con Diane Keaton e Jack Nicholson. Camera da letto i due protagonisti avvinghiati da travolgente ,quanto inattesa passione, stanno per concedersi l’un l’altro. Lui le domanda con voce tenera ,ma da maschio eccitato impaziente di iniziare , il metodo contraccettivo usato …………risposta da memorabilia ….MENOPAUSA 😊😊😊😊😊😊……. e così si può iniziare a credere in un periodo nuovo ,seppur diverso , della nostra sessualità. Godete …

Vai alla scena

https://www.youtube.com/watch?v=upCZ9RiOkOk

La storia delle donne

La prolifica e fantastica Manuela Canicattì ci regala un nuovo articolo sulle donne!

Le Ere delle Donne

In un tempo assai lontano vi fu l’Era delle Donne, dove la vita era scandita dai ritmi della Luna e delle stagioni, in cui il potere creativo era considerato divino e rispettato da tutti. Le donne conoscevano se stesse, ascoltavano i loro corpi dandosi il tempo di esser consapevoli dell’energia che cambiava nelle  varie età. Consideravano la fine dei cicli mestruali l’inizio dell’Era della Saggezza mettendo a disposizione delle nuove leve la propria esperienza.
I ritmi erano più lenti e rispettavano le stagioni, le ore di luce e oscurità: grandi feste onoravano ogni aspetto della vita tramandando ai piccoli le antiche storie e unendo gli adulti nella condivisione della propria storia. Così, osservando di vita in vita la natura nacquero l’agricoltura, i villaggi, la medicina.
Poi venne l’Era della Guerra, in cui il potere dell’Uomo ebbe il sopravvento e con crudeltà sottomise il femminile, lo marchiò come peccato in ogni sua manifestazione e lo obbligò al silenzio.
Furono secoli bui per le donne, a cui vennero proibiti ogni libertà e ogni diritto: fu così che la saggezza dell’antico femminino si disperse, molti scordarono altri rinnegarono l’Era delle Donne e solo poche di esse, spesso chiamate streghe, tennero accesa la fiamma della consapevolezza a costo di isolamento e tremende punizioni.
I secoli si accavallarono, vennero riscoperte Nuove Terre, il mondo vide guerre, carestie, epidemie e poi si svilupparono sempre più velocemente la scienza e la tecnica. Fu allora, dopo le terribili Guerre Mondiali che uccisero milioni di soldati, che il Mondo dovette accorgersi di aver ancora bisogno delle donne. Così, quando le donne ebbero di nuovo accesso alla cultura, si risvegliò in loro l’antico spirito, rialzarono la testa per affermare la propria esistenza: furono gli anni in cui vollero ricordare all’uomo il proprio valore ed essere riconosciute nei loro talenti.
Ma caddero in un inganno allorquando furono sfidate a dimostrare il loro valore. Nella foga del momento raccolsero la sfida senza accorgersi che fu imposto come termine di paragone del loro valore di essere come gli uomini. Così iniziò la folle corsa ad essere “come un uomo” in ogni aspetto della vita: sesso, famiglia, lavoro, cultura…. e le donne dimostrarono in pochi decenni di essere capaci ma pagando un prezzo carissimo. Non si accorsero per lungo tempo di sottoporsi a ritmi frenetici dettati dalla cultura dell’uomo, di sobbarcarsi senza tregua  una doppia vita che imponeva loro di non sentire il ciclo mestruale, di non rallentare i ritmi in gravidanza, di ricominciare a lavorare subito dopo il parto, di non lamentarsi quando il corpo implorava, con dolore o febbre,  di rallentare e così molte donne del secolo scorso continuarono a correre come sulle montagne russe  tra casa, lavoro, figli e vita sentimentale, riuscendo a malapena ogni tanto  a concedersi pochi attimi  per ricordarsi chi erano.
Poi qualcuna si fermò, in quei rari attimi di perfetta consapevolezza, si rese conto che era davvero assurdo continuare a sforzarsi per dimostrare “di avere le palle” perché le donne non hanno le palle ma hanno le ovaie. E forse, mi piace immaginarmele così, risero a crepapelle rompendo l’incantesimo: “Siamo donne e siamo straordinarie in quanto donne”, iniziarono a gridare per svegliare anche le altre.
“Non dobbiamo continuare a voler essere riconosciute come e quanto gli uomini ma proprio come donne, mostrare ed essere di nuovo orgogliose delle differenze che rendono possibile la vita e i colori e l’evoluzione. I nostri ritmi sono diversi da quelli degli uomini. La nostra mente è diversa. Il nostro mondo emotivo è diverso. E diverso non vuol dire meno, vuol solo dire diverso. Perché privare il mondo di tutto questo? Nelle differenze di genere si trovano le risorse per guarire il mondo!”
E piano piano le donne ricominciarono a guardarsi, ascoltarsi, riscoprirsi, sentire il bisogno di trovare equilibri diversi da quelli imposti da una società maschile.
Così è appena iniziata l’Era dell’Integrazione che le donne del nostro tempo stanno attraversando con  uno  sguardo volto al passato per ricordare ed imparare ed il passo  spedito sulla strada del futuro per scrivere una storia nuova dove maschile e femminile possano riconoscersi ed onorarsi vicendevolmente dando forma ad un mondo nuovo.  Siamo solo all’inizio, ci vorranno secoli ma io so che riusciremo a guarire Gaia e con lei le ferite inferte dalla storia alle nostre antenate fare pace con il passato per poter dipingere un futuro pieno di colori. Diversi. Tanti!

Manuela Canicattì

Rilassamento e menopausa

Pubblico con gioia l’articolo della collega, interessante e utilissimo a mio parere!
Donne in rilassamento di Manuela Cannicattì.
donne corrono, corrono sempre senza tregua: casa, lavoro, famiglia, amici, relazioni sentimentali… Per far tutto le donne corrono persino durante il sonno quando il cervello dovrebbe rallentare per mettere a posto ricordi e informazioni: invece sempre più spesso  si svegliano stanchissime come dopo una lunga maratona.Le tecniche di rilassamento e la meditazione possono rivelarsi strumenti preziosi per ritrovare il proprio centro e se stesse…Respiriamo per qualche minuto, dico alla prima lezione dei corsi di rilassamento, per osservare il respiro. Ma tutti respiriamo, altrimenti moriremmo, mi imbecca Grazia, la più razionale del gruppo.
Certo, ma come respiri? Quanto, quando respiri? Proviamo!
Allora abbasso le luci, metto in sottofondo una di quelle musiche delicate che mi piacciono tanto, invito a chiudere gli occhi, schiena diritta e chiedo semplicemente di osservare il proprio respiro per pochi minuti. Così Teresa si accorge di tenere le spalle sempre tanto contratte da toccare quasi le orecchie, Marina scopre di trattenere il respiro meglio di Maiorca e Manuela  di usare solo i muscoli accessori perché il diaframma ha scordato come muoversi.
Dopo pochi minuti tutte si rendono conto che respirare è una questione più complicata del previsto e che per la mente è impossibile stare zitta, come una bimba insicura che teme di essere messa da parte e fa i capricci.Sorrido sempre alle prime lezioni, consapevole di quanto sia sorprendente scoprirsi così in difficoltà a “non far nulla” perché noi siamo contemporaneamente il leone e la gazzella che ogni mattino si svegliano nella savana ed iniziano a correre: perennemente in lotta contro il tempo, piene di impegni, con la mente proiettata a cosa c’è da fare dopo e a quanto anche oggi riusciremo a fare.
Ma sembra incredibile, sospira Sara, il tempo vola, le giornate finiscono in un istante…
Siamo così dentro a questo ritmo che il nostro cervello ed il nostro corpo lo considerano naturale tanto da non darsi più il permesso di rallentare, figuriamoci fermarsi ogni tanto per smettere di fare e provare ad essere!
Proviamo di nuovo: ora diamo alla mente un giochino da fare così non si sentirà del tutto spodestata: inspirate contando fino a cinque, trattenete il fiato contando fino a tre, espirate contando fino a cinque e poi rimanete in apnea contando fino a tre. Poi ricominciamo e ripetiamo dieci volte.
Sembra un esercizio facile ma dopo i primi quattro o cinque cicli ecco che qualcuna si perde: la bisbetica mente ha già ricominciato ad essere irrequieta e fa resistenza. Così inizia a prudere la punta del naso, scricchiola l’anca, si addormenta il piede, la schiena urla pietà e la mente vaga. Più ci si intestardisce a tenerla zitta più lei si inventa ricordi ancestrali, perplessità sociali, enigmi esistenziali.
Come si fa a farla stare zitta mi chiede Roberta irritata: si impara, tranquille. Anzi: si re-impara.
Riproviamo! Mettiamoci comode, stiriamoci per benino come gatte, qualche bel respirone, poi contiamo. Se ci accorgiamo che i pensieri ci hanno portato lontano, torniamo nel qui e ora senza arrabbiarci.
“Qui e ora che sarebbe?” osa chiedere Linda. E’ dove stiamo cercando di andare, rispondo: qui e ora. In questo posto ed esattamente in questo momento. Si chiama consapevolezza e riprendersi se stesse ed il proprio tempo. Finiamo il ciclo di dieci respiri e chiedo se è andata meglio.
Mariella è entusiasta perché è riuscita a fare quattro respiri di seguito prima di perdersi nella lista della spesa, Angela sconsolata non apprezza per sé stessa il medesimo risultato. Abbiamo passato gran parte della vita a pretendere da noi stesse efficienza e ritmi forsennati, le rincuoro: adesso con delicatezza impareremo di nuovo ad ascoltarci ma senza entrare in meccanismi di obbligo e sfida perché è proprio l’opposto del nostro scopo. Ogni giorno proviamo per pochi minuti a respirare e vediamo cosa succede senza esami e voti: la costanza premia e quei momenti presto diventeranno una coccola giornaliera, riscoprendo di minuto in minuto il respirare lentamente, l’ascoltare il suono del nostro respiro, i movimenti dei muscoli respiratori, rilassare i muscoli contratti per abitudini viziate e scoprire attimi di totale presenza a noi stesse. Una sensazione di pace e benessere straordinaria! Sorridiamo.

Grazie a tutte! Ci vediamo la settimana prossima!